IO. Una lacrima di Gioia (sinossi), di Giovanni Blandina
Roma, Giugno 2008 in una calda primavera Joseph, continua a pensare a Fabrizio, amico caro scomparso da trent’anni, poco dopo che egli gli aveva lasciato in custodia un cofanetto con la serratura coperta da uno strato di cera, e dopo avergli legato una chiave al collo.
In quei giorni una lacrima scrutava il mondo attraverso gli occhi di Lucìe, una splendida ragazza dal sangue francese, alla ricerca di domande sulla sua esistenza. Una lunga attesa, una vita nascosta dietro le quinte del mondo in attesa del suo momento, una lunga e frustrante attesa che fomentava in lei il desiderio di poter nascere per poi morire, con il solo scopo di dare una risposta a quelle che erano le domande che la ossessionavano giorno e notte. Sarebbe lei stata una lacrima di gioia o una lacrima di dolore? Avrebbe potuto vivere per intero la sua vita o sarebbe stata spazzata via da una mano? Desiderosa di queste risposte viveva la sua attesa in cerca di quella scossa che avrebbe potuto rappresentare la svolta di lei e di Lucìe. Scossa che arrivò con l’incontro di Mattia, ragazzo ribelle che ha fatto della sua pala da lavoro il suo pane quotidiano, e della sua Ducati la sua evasione. Un ragazzo onesto, ormai arreso alla vita e arreso alla passività della sua compagna Angela.
Un incontro fortuito, al quale ne seguirono altri, sempre e solo nei giorni in cui Roma era colpita da temporali e cadeva la pioggia sui suoi tetti. L’emozione che lega i due ragazzi si rafforza, e permette di far ritrovare a Mattia la voglia di vivere le emozioni, e fa riaffiorare in Lucìe la speranza di poter essere amata. Emozioni che fanno dire a Clara, ingiustificate bugie dettate dalla gelosia ed emozioni che fanno ritornare alla sua vita Angela una volta che si è scopertasi tradita. Emozioni che rafforzano l’amicizia tra il Mattia e il suo caro amico Marco ed emozioni che iniziano a diventare incontrollabili nel momento in cui, Mattia e Lucìe, scoprono che la chiave, che Lucìe aveva sempre portato al collo fin da bambina, e l’anello che Mattia portava al dito, come ultimo regalo della sua amata madre, sono legati tra di loro. Due oggetti divisi da trent’anni si ritrovarono tanto vicini da far riportare alla luce il cofanetto per scoprirne il contenuto. Nessun tesoro ma solo una misteriosa lettera, scritta da un padre pentito. Emozioni intrecciate e causate da irripetibili coincidenze e dal bizzarro destino. Il trascorrere del tempo, che, divertito, porta quella lettera in mano all’unica persona che avrebbe dovuto leggerla. Uno stupido pezzo di carta che riuscì a scioglie i nodi delle corde che costringevano Mattia ad una vita arrendevole, fatta di un grigio passato e di tanti ricordi. Non sapremo mai dove saranno oggi i due giovani, perché in quel preciso momento, il racconto della lacrima è spezzato dalla sua nascita, e quelle maledette domande ebbero la loro risposta. L’ultima cosa che lei vide, proprio nel momento in cui si divise dalla sua amica per cadere in terra, fu lei che la guardò sorridendo.
Questo è “IO. Una lacrima di gioia”, e questo è Giovanni Blandina, scrittore che ha nella sua scrittura la particolarità di far raccontare le sue storie da “invisibili protagonisti”, che identificano i fattori primi del nostro carattere. Se il primo romanzo era raccontato da un cuore, per raccontare un amore, e questo è raccontato da una lacrima per raccontare un’emozione, sappiamo già che il terzo sarà raccontato dalla mano di un pianista per descrivere la sensazione del tatto.
 

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Io. Una lacrima di Gioia


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Formato: Rilegato
Titolo: Io. Una lacrima di Gioia
ISBN: 978-88-6096-359-8
Prezzo: € 14,00
Genere: Narrativa
Anno: 2009
Pagine: 150
Autore: Giovanni Blandina



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In sintesi

IO. Una lacrima di Gioia (sinossi), di Giovanni Blandina
Roma, Giugno 2008 in una calda primavera Joseph, continua a pensare a Fabrizio, amico caro scomparso da trent’anni, poco dopo che egli gli aveva lasciato in custodia un cofanetto con la serratura coperta da uno strato di cera, e dopo avergli legato una chiave al collo.
In quei giorni una lacrima scrutava il mondo attraverso gli occhi di Lucìe, una splendida ragazza dal sangue francese, alla ricerca di domande sulla sua esistenza. Una lunga attesa, una vita nascosta dietro le quinte del mondo in attesa del suo momento, una lunga e frustrante attesa che fomentava in lei il desiderio di poter nascere per poi morire, con il solo scopo di dare una risposta a quelle che erano le domande che la ossessionavano giorno e notte. Sarebbe lei stata una lacrima di gioia o una lacrima di dolore? Avrebbe potuto vivere per intero la sua vita o sarebbe stata spazzata via da una mano? Desiderosa di queste risposte viveva la sua attesa in cerca di quella scossa che avrebbe potuto rappresentare la svolta di lei e di Lucìe. Scossa che arrivò con l’incontro di Mattia, ragazzo ribelle che ha fatto della sua pala da lavoro il suo pane quotidiano, e della sua Ducati la sua evasione. Un ragazzo onesto, ormai arreso alla vita e arreso alla passività della sua compagna Angela.
Un incontro fortuito, al quale ne seguirono altri, sempre e solo nei giorni in cui Roma era colpita da temporali e cadeva la pioggia sui suoi tetti. L’emozione che lega i due ragazzi si rafforza, e permette di far ritrovare a Mattia la voglia di vivere le emozioni, e fa riaffiorare in Lucìe la speranza di poter essere amata. Emozioni che fanno dire a Clara, ingiustificate bugie dettate dalla gelosia ed emozioni che fanno ritornare alla sua vita Angela una volta che si è scopertasi tradita. Emozioni che rafforzano l’amicizia tra il Mattia e il suo caro amico Marco ed emozioni che iniziano a diventare incontrollabili nel momento in cui, Mattia e Lucìe, scoprono che la chiave, che Lucìe aveva sempre portato al collo fin da bambina, e l’anello che Mattia portava al dito, come ultimo regalo della sua amata madre, sono legati tra di loro. Due oggetti divisi da trent’anni si ritrovarono tanto vicini da far riportare alla luce il cofanetto per scoprirne il contenuto. Nessun tesoro ma solo una misteriosa lettera, scritta da un padre pentito. Emozioni intrecciate e causate da irripetibili coincidenze e dal bizzarro destino. Il trascorrere del tempo, che, divertito, porta quella lettera in mano all’unica persona che avrebbe dovuto leggerla. Uno stupido pezzo di carta che riuscì a scioglie i nodi delle corde che costringevano Mattia ad una vita arrendevole, fatta di un grigio passato e di tanti ricordi. Non sapremo mai dove saranno oggi i due giovani, perché in quel preciso momento, il racconto della lacrima è spezzato dalla sua nascita, e quelle maledette domande ebbero la loro risposta. L’ultima cosa che lei vide, proprio nel momento in cui si divise dalla sua amica per cadere in terra, fu lei che la guardò sorridendo.
Questo è “IO. Una lacrima di gioia”, e questo è Giovanni Blandina, scrittore che ha nella sua scrittura la particolarità di far raccontare le sue storie da “invisibili protagonisti”, che identificano i fattori primi del nostro carattere. Se il primo romanzo era raccontato da un cuore, per raccontare un amore, e questo è raccontato da una lacrima per raccontare un’emozione, sappiamo già che il terzo sarà raccontato dalla mano di un pianista per descrivere la sensazione del tatto.
 


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