La finanza aziendale in tempi di crisi

Autunno 2008 scoppio di una gravissima crisi finanziaria. Le banche d'affari americane si trovano di colpo di fronte al fallimento. Il dipartimento del tesoro degli Stati Uniti d'America, nella persona di Henry Paulson, annuncia il commissariamento di due colossi del credito ipotecario: Fannie Mae e Freddie Mac, per fermare la spirale che, come in un gigantesco domino, avrebbe travolto l'intera economia globale. L'azione ha un primo successo, ma l'economia non riparte. La crisi, grazie alla globalizzazione vola oltre oceano ed approda anche in Europa, estendendosi successivamente anche all'economia reale ed alla politica dei vari stati membri. L'Europa è fragile perché colpevole di avere una moneta unica a mercati separati, senza un governo ed una vera banca centrale. Nell'anno 2012 l'intera Europa rischia di finire in recessione e a più di tre anni dall'inizio della crisi, i problemi rimangono ancora irrisolti. Questa prolungata instabilità provoca una profonda sfiducia nei mercati instaurando una spirale negativa sull'economia reale: su imprese, lavoratori, famiglie e giovani.

     
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