IV di copertina
Poesie
Cannibale della parola
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Inseguiamo i dubbi e le parafrasi; ci affanniamo ad esplorare quella pluralità di contenuti e forse dovremmo solamente avere maggiore attenzione per quei canti che provengono dalle nostre metropolitane, dai segni casuali lasciati sui muri, dalle parole scheggiate sui banchi di scuola.<br>
Qui, a volte, se si sa ricercare, la si trova, soave e magica, altera e incostante, affabulatrice e irriverente, la poesia, quella pura e spietata.
Moderni graffiti che l’Autrice ha saputo raccogliere con grande sensibilità.<br>
L’attenzione è rivolta alla poesia sensuale, certo non nuova e sempre intrigante se fondata non solo sull’emozione, ma anche sull’emozione della parola.
A ritroso nel tempo, nell’antica Grecia, alcune opere di Aristofane, contengono scene e dialoghi di inaudita oscenità.
Il Medioevo permise indecenze enormi nei racconti, nei versi recitati in pubblico da menestrelli, quali i fabliaux.<br>
Il genere, sentimental-erotico, inquadrato in ambito europeo, ha avuto i suoi maggiori esponenti nel Cinquecento, in Italia e in Francia, con Pietro “L’Aretino”, Rabelais, Diderot e i poeti della Pléiade a sviluppare un’originalità assoluta. L’Inghilterra e la Germania, solo nel Seicento, hanno trattato e seguito la tematica, ispirandosi al Boccaccio.
Nella Spagna dell’inquisizione, invece, ad espandersi è stata soprattutto la letteratura cavalleresca.
E in questo frammezzato e veloce excursus temporale, meritano interesse Georges Bataille e Pierre Klossowski nel 1928.<br>
Come definire quindi questa raccolta?
Metallara? Metropolitana? Poesie infangate di sguardi perduti nel blu o tra le assolate ciottolose fiumare?
Questo testo moderno e fresco, interessante e nuovo; che si colloca, finalmente, fuori dagli schemi. Essenziale e crudo, e nel contempo delicato e puro.
In questa silloge vi sono riportate emozioni e pathos, ma ciò non basta a definirli, si deve aggiungere che l’autrice con grande e robusta consapevolezza culturale è riuscita a tramutare queste suggestioni in arte, in poesia pura e vivissima.
D. Gonzaga D'Este
Corrispondente di un quotidiano provinciale.
Scrive romanzi e favole per l’infanzia.
I suoi racconti e le sue poesie sono stati pubblicati da settimanali e da un magazine nordamericano.
Ha partecipato a numerosi concorsi tra i quali: Novara, Roma, Palermo, Reggio Calabria, Napoli, Erice, Messina.
Ha pubblicato un’epitome di poesie con la quale è stata premiata al Concorso Internazionale “Città di Venezia”.
In questa sua seconda opera, l’autrice ha avvertito un’ulteriore esigenza di comunicare, in termini diversi e meno paludati.
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