IV di copertina
Narrativa · Collana Percorsi
La collina sulla sponda del lago di Como
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Già, prima dell’evento bellico, il nostro paese era povero, ma in Italia l’artigianato era, da sempre, un’arte tramandata di generazione in generazione.
Adesso, però bisognava ricostruire, ma come? Non c’erano i mezzi, mancavano i soldi, case distrutte, ponti crollati, strade bombardate, cumuli di macerie in ogni dove. Da soli, senza un aiuto, non ce la potevamo fare, ci sarebbe voluto un miracolo.
Questo miracolo avvenne grazie agli Stati Uniti, intervenuti con altre nazioni per liberarci.
Gli anni Sessanta trovarono una fase di piena rinascita, il nostro amato paese viveva un momento di grande ripresa, di una conquistata libertà; chi ha vissuto quei tempi può meglio capire cosa voglia dire il cambiamento per un vivere migliore. Raccontare ai giovani e alle ultime generazioni come realmente stessero le cose in quegli anni diventa difficile e si rischia di non essere creduti, ma allora era questa la pura e semplice verità.
La Memoria del secolo scorso deve essere mantenuta viva per non dimenticare l’immane tragedia che colpì il nostro amato paese. È necessario fare molta attenzione alle false illusioni e tenersi ben stretta la Libertà conquistata con tanto sacrificio.
Ortenzio Brunelli
Ha esordito nel 2020 con il volume La Capanna. Quando i ghiaccioli costavano 20 lire (Bré Edizioni), accolto con favore da lettori e critica per la capacità di evocare, con linguaggio nitido e partecipe, un’epoca e un immaginario condivisi. Sono seguite le opere Quella sera alla Porta d’Oro (Kimerik, 2022), La collina sulla sponda del Lago di Como (Kimerik, 2023) e Intrecci di Vite e Destini (Kimerik, 2024), tutte contraddistinte da una scrittura evocativa, attenta al dettaglio emotivo e alla stratificazione dei ricordi.
Nel 2025 ha vinto il Premio Letterario “Città del Vino”, indetto dall'Associazione Nazionale Città del Vino, con il racconto Pagadebit. Un vino che non molla mai, inserito nell’antologia Racconti intorno al Vino (Edizioni Jolly Roger, 2025). Un riconoscimento che ne conferma la sensibilità narrativa e la capacità di intrecciare storie e territori con autenticità e voce personale.
Oltre all’attività letteraria, un suo componimento poetico è esposto dal 2018 presso il Museo del Somaro – Centro di Arte Contemporanea di Gualdo Tadino, a testimonianza di un dialogo costante tra parola scritta e linguaggi artistici. La sua opera si colloca a pieno titolo in quella linea narrativa che unisce autobiografia, storia sociale e tensione affettiva verso il passato.
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