IV di copertina
Narrativa · Collana Percorsi
Diciotto millimetri di indifferenza
La cicatrice della mia esistenza
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Il cancro non è una malattia, ma l’intifada della biologia, nella quale lui tira i sassi che sono le metastasi – conosciute anche come “secondarismi”. Vivere la malattia tumorale è fare un viaggio nell’antimateria di una cellula che biologicamente è “SENZIENTE”, ma mai “CON-SENZIENTE”, visto che per esserlo dovrebbe avere la nostra partecipazione attiva…
Essere malati oncologici vuole dire vivere in trincea ogni minuto della propria esistenza come se fosse l’ultimo, senza pensare a lui; in questo, l’uomo può – se vuole crederci – pensare di essere superiore all’anticristo che tale cellula rappresenta, domando la paura della morte che è l’espressione ultima e lo scopo del tumore, che uccide la mente attraverso il suo nome ancora prima di essersi messo a dimorare come un qualsiasi cittadino del mondo nelle viscere altrui. Il cancro infatti è un cittadino del mondo che noi inventiamo con la nostra mente, cercando di sconfiggerlo biologicamente, trascurando il fatto che il cancro è il suicidio della stessa biologia che mina la nostra persona per poi morire insieme a noi in un matrimonio morganatico, dove lui resta un convivente more uxorio.
Il cancro pensa anche per noi che smettiamo di pensare a causa della paura, e così Diciotto millimetri di indifferenza è diventato un soggetto da XFactor, un talento di devastazione, dove lui continua a pensare anche quando noi smettiamo di farlo perché imbottiti di morfina, che non ci fa sentire tutto il trambusto che lui pratica con i suoi secondarismi per andare da un organo all’altro…
In questo lui è un essere pensante monotematico, che crede troppo in se stesso e non si aggiorna sui protocolli della fantasia, dove lui non può entrare, perché noioso e sempre dedito allo stesso argomento: “colonizzare” per poi fare “harakiri” con noi…
In questo possiamo dire che il cancro – o particella scomunicata da Dio – ha un quoziente intellettivo da diciotto millimetri di indifferenza.
Inspiegabilmente, il cancro non mina mai direttamente il cuore, che è muscolo di emozioni, un socio a partecipazione diretta della nostra coscienza; stranamente va dappertutto prima di arrivare al motore unico della nostra persona, come se volesse – e in questo pensa – pervicacemente infliggere sofferenza con calma, senza fretta.
La ricerca è atto di curiosità, intuizione che deve pensare a un cittadino del mondo che non vuole morire per noi, ma diventare un trofeo, un monumento, un premio della meritocrazia scientifica.
Barbara Appiano
Barbara Appiano ha collaborato e collabora con riviste di cultura, occupandosi di societa', critica letteraria, traduzioni letterarie quali Le Muse, Vitamine vaganti, il corriere dello spettacolo, e la prestigiosa rivista culturale il Borghese ,oltre avere collaborato con la rivista Cosmopolitan ed essere stata ospite al Maurizio Costanzo Show,la trasmissione televisiva Libri Oggi, Radio Sapienza(La radio dell'universita' La Sapienza di Roma),Radio Cusano Università Campus Cusano, Radio Onda web,Dueminutiunlibro ed è un'attivista culturale che collabora con il Gruppo Donatori Sangue Onlus Presidenza del consiglio dei ministri Palazzo Chigi, il Museo del Mare di Milazzo,la onlus dell'ospedale S.Gerardo Monza Amicipersempre e il Comitato RicostruiamoSaletta per la ricostruzione del borgo di Saletta frazione di Amatrice distrutta dal terremoto e l'associazione che tutela i pazienti psichiatrici e le loro famiglie "Abbraccialoxme" di Capo d'Orlando di cui e' socia onoraria oltre ad essere socia sostenitrice dell'associazione internazionale Toponomastica Femminile e l'I.EO. Istituto oncoligico Europeo -Centro cardiologico Monzino per la ricerca oncologica e cardiovascolare .L'autrice devolve il ricavato dei suoi libri a queste associazioni.Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha letto i suoi libri complimentandosi per l'impegno letterario quale attivista culturale.
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