IV di copertina
Poesie · Collana Karme
Quaderno di Versi Controverso
di Gianni Manca
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Il riferimento costante è del tutto esplicito, un “tu” amoroso, figura femminile interlocutrice cui il poeta si rivolge ed esprime i propri sentimenti più radicati, ma che potrebbe anche costituire uno specchio, alter ego dell’autore stesso, che parla in questa forma alla propria anima.
Il paesaggio emotivo s’intreccia e trasfonde in ambienti e scenari naturalistici, terrestri e marini, non meno che in quelli intimi e governati dal sentimento. È una poesia, quella di Gianni Manca, che nasce dall’esperienza per ambire al cielo, dove gli istanti appaiono “interminabili” in quanto proiettati sulla tela dell’infinito, così come è senza limite lo spazio di un amore che ambisce a stagliarsi “al di là del tempo”, vincendo la finitezza.
In mezzo alle poesie d’amore spiccano alcuni testi, pochi come quantità ma di grande intensità e valore, centrati sullo strazio della guerra, dei conflitti passati e presenti, degli orrori perpetrati tra carneficine, esodi, stermini.
Né mancano alcuni toccanti testi che riflettono su una delle piaghe contemporanee, la violenza contro le donne. Anche per tutto questo la parola si fa preghiera e si inginocchia, aspirando a una nuova armonia per sé e per il mondo.
Gianni Manca
Gianni Manca è quello che scrive, non indossa maschere, non finge di possedere doti e cultura da intellettuale impegnato; è un uomo schietto che ama cantare poesia, con il desiderio e la speranza di poter contagiare la società con la sua poesia. Inoltre collabora con la “Nuova Tribuna Letteraria”, una tra le più intelligenti e raffinate riviste dell’universo editoriale italiano, recensisce sillogi di poeti emergenti, con l’umiltà che lo contraddistingue, ultimamente si è cimentato nella pubblicazione di un glossario di parole del nuorese parlato anche in tempi remoti. Un’operazione, senza dubbio, originale che meriterà d’essere presa in considerazione; ed infine ha tradotto nella lingua arcaica nuorese “Canne al vento” - “Che-i sa canna in su bentu”, forse il più celebre romanzo di Grazia Deledda, nella convinzione che il romanzo acquisisce maggiore forza espressiva nella lingua natia della scrittrice che ha dato il massimo riconoscimento letterario alla Sardegna, fin d’ora la prima e unica donna in Italia a meritare il Nobel per la letteratura. E per ultimo La Madre, sempre di Grazia Deledda, e Marianna Sirca, lavorazione ultimata nel mese di aprile 2025.
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