Copertina di Marianna Sirca di Grazia Deledda
IV di copertina Quarta di copertina di Marianna Sirca di Grazia Deledda
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Narrativa · Collana Nuraghi - Boche Sarda

Marianna Sirca di Grazia Deledda

Traduzione in lingua nuorese di Gianni Manca

di Gianni Manca

ISBN 979-12-5763-109-3
Anno 2026
Pagine 100
Genere Narrativa
Collana Nuraghi - Boche Sarda
📚 Disponibile anche in formato cartaceo Vedi versione →
€ 9,00
Prezzo copertina

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Dopo la traduzione, sempre in lingua nuorese arcaica, de La madre e di Canne al vento, Gianni Manca affronta le pagine di Marianna Sirca di Grazia Deledda. Si tratta di un’operazione non semplice, che chiama in causa quelle indispensabili doti di attenzione nel rigore critico che da sempre connota l’approccio dell’autore ai testi originali. Può ben comprendersi la cura necessaria a rendere con precisione le parole di un testo “altro” per ri-crearlo, dargli nuova vita cioè in un’altra lingua, mantenendone tuttavia il significato autentico: è la sfida di ogni traduttore che voglia soprattutto e in primo luogo essere onesto con l’autore che traduce: compito, questo, che si pone innanzitutto come dovere etico, come forma di rispetto che passa attraverso l’esattezza e la fedeltà e che presuppone una conoscenza profonda sia della lingua dell’originale sia della lingua in cui si traduce. Gianni Manca ha pienamente raggiunto l’obiettivo di una resa efficacissima del testo deleddiano. Il suo impegno è da intendersi come un atto di generosità rivolto ai lettori, finalizzato a preservare, valorizzare, custodire un patrimonio linguistico che è anche e soprattutto un ricchissimo thesaurus di espressioni, lessemi, frasi idiomatiche entro i quali si riflette una visione del mondo che è patrimonio culturale che ci appartiene e che non deve essere dimenticato.
Venturella Frogheri
Gianni Manca

Gianni Manca

Gianni Manca nasce a Nuoro, nel cuore della Barbagia. È legato alla sua terra da un amore incondizionato, ama appuntare in un quaderno, sin da quando era un bambino, le sue emozioni, quello che percepisce nei momenti più intimi; affida a un foglio bianco i suoi pensieri, è restìo a svelarli con la voce; preferisce, infatti, che siano gli altri a scoprirli attraverso la lettura di quanto da lui annotato. La preziosità dei versi di Gianni Manca viene esaltata dalla sinestesia da lui magistralmente utilizzata per dare forza alla composizione poetica grazie all’associazione espressiva tra due parole pertinenti a due diverse sfere sensoriali. Il lettore che entra nel mondo poetico di Manca non può restare indifferente davanti a una sorta di Wunderkammer, una Camera delle Meraviglie delle emozioni e dei sentimenti rappresentati dall’Autore in modo tanto potente quanto immediato. Ad oggi ha scritto una quindicina di libri, ne cito solo alcuni, Una penna fra le nuvole, Danza sul pentagramma, Viaggio attraverso i pensieri, Tra le mani e le spine, Il canto della crisalide, Una strada tra la mente e il cielo, Elegia crepuscolare, Gotas de lluvia, etc., etc. Le sue poesie vengono apprezzate e premiate in numerosi premi letterari, i suoi libri sono spesso presenti a fiere molto importanti come quelle di Torino, Francoforte, Londra e New York. I suoi sono versi sciolti, liberi da regole, immediati, sorretti da una musicalità non costruita, bensì generata dal messaggio stesso contenuto nel suo pensiero e nel pathos che lo attraversa. Metafore, sinestesie, analogie, ossimori, consonanze, allegorie, non sono mai frutto di una scelta consapevole, bensì solo risposta alla pressione del magma incandescente di sentimenti e pensieri che gli ribolle nell’anima, ansioso di farsi parola.
Gianni Manca è quello che scrive, non indossa maschere, non finge di possedere doti e cultura da intellettuale impegnato; è un uomo schietto che ama cantare poesia, con il desiderio e la speranza di poter contagiare la società con la sua poesia. Inoltre collabora con la “Nuova Tribuna Letteraria”, una tra le più intelligenti e raffinate riviste dell’universo editoriale italiano, recensisce sillogi di poeti emergenti, con l’umiltà che lo contraddistingue, ultimamente si è cimentato nella pubblicazione di un glossario di parole del nuorese parlato anche in tempi remoti. Un’operazione, senza dubbio, originale che meriterà d’essere presa in considerazione; ed infine ha tradotto nella lingua arcaica nuorese “Canne al vento” - “Che-i sa canna in su bentu”, forse il più celebre romanzo di Grazia Deledda, nella convinzione che il romanzo acquisisce maggiore forza espressiva nella lingua natia della scrittrice che ha dato il massimo riconoscimento letterario alla Sardegna, fin d’ora la prima e unica donna in Italia a meritare il Nobel per la letteratura. E per ultimo La Madre, sempre di Grazia Deledda, e Marianna Sirca, lavorazione ultimata nel mese di aprile 2025.
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