Le autrici e gli autori Kimerik
Franco Cordiale
2 libri pubblicati con Casa Editrice Kimerik
Biografia
Franco Cordiale, pseudonimo letterario di Luigi Giuseppe Grossi, si è laureato in Filosofia nell’anno 1977 all’Università “Cattolica” di Milano con una tesi su Augusto Del Noce, riguardante la critica del pensiero di Renato Cartesio e delle sue conseguenze filosofiche.
Ha insegnato per 41 anni Lettere, Storia, Geografia nella scuola superiore di Stato in Brianza, dove si era trasferito da Milano nel 1991 contraendo matrimonio con Alina Di Salvo, a sua volta dotata di spiccate inclinazioni all’arte, ad esempio il disegno, il restauro e la pittura.
In parallelo ha tenuto corsi di materie umanistiche presso l’Università della III Età di Cesano Maderno (MB) dal principio degli anni Novanta, insegnamento che prosegue tuttora.
Ha sempre avuto la passione di scrivere narrativa, non per semplice soddisfazione di un estro creativo innegabile, bensì come occasione e strumento per raggiungere consapevolezza delle contraddizioni non sempre facilmente confessabili che ci portiamo dentro. Scrivere come confessione e come terapia, fedele al motto di Italo Svevo: “Fuori della penna non c’è salvezza”.
La parola salvezza è importante nei suoi romanzi, si tratti de L’Acerba Vita, dedicata al personaggio di Cecco d’Ascoli (secolo XIV) di cui si rivalutano il coraggio e l’onestà intellettuale e ancor più la sincera e profonda fede cristiana a dispetto della condanna a morte per presunta eresia.
Si tratti invece del Vagabondo metropolitano S. N., protagonista di Un’Anguria Chiamata Estate, un’avventura metropolitana di una giornata estiva dentro una Milano che non si nomina mai, compiuta da un “uomo insignificante”, ma solo in apparenza.
Ha insegnato per 41 anni Lettere, Storia, Geografia nella scuola superiore di Stato in Brianza, dove si era trasferito da Milano nel 1991 contraendo matrimonio con Alina Di Salvo, a sua volta dotata di spiccate inclinazioni all’arte, ad esempio il disegno, il restauro e la pittura.
In parallelo ha tenuto corsi di materie umanistiche presso l’Università della III Età di Cesano Maderno (MB) dal principio degli anni Novanta, insegnamento che prosegue tuttora.
Ha sempre avuto la passione di scrivere narrativa, non per semplice soddisfazione di un estro creativo innegabile, bensì come occasione e strumento per raggiungere consapevolezza delle contraddizioni non sempre facilmente confessabili che ci portiamo dentro. Scrivere come confessione e come terapia, fedele al motto di Italo Svevo: “Fuori della penna non c’è salvezza”.
La parola salvezza è importante nei suoi romanzi, si tratti de L’Acerba Vita, dedicata al personaggio di Cecco d’Ascoli (secolo XIV) di cui si rivalutano il coraggio e l’onestà intellettuale e ancor più la sincera e profonda fede cristiana a dispetto della condanna a morte per presunta eresia.
Si tratti invece del Vagabondo metropolitano S. N., protagonista di Un’Anguria Chiamata Estate, un’avventura metropolitana di una giornata estiva dentro una Milano che non si nomina mai, compiuta da un “uomo insignificante”, ma solo in apparenza.
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